Nous venons de passer quelques jours au “villino Volterra” dans le village d’Ariccia  tout près de Rome.
A l’apparence très austère mitigée par la couleur jaune, la villa, ancienne maison en style Liberty qui appartenait à une famille de mathématiciens et historiens, nous a accueilli avec toute sa grâce.
Depuis les fenêtres de la chambre spacieuse, on aperçoit le vaste jardin en ce moment fleuri et parfumé; de loin on devine la mer et de l’autre coté on touche presque au Parc touffu et boisé de Palazzo Chigi, érigé de l’autre coté du pont qui surplombe la plaine… Quel paysage!
Et quel Bonheur! Accueillis très gentiment par Lyuba et Anton,  la villa nous ouvre ses portes et son âme, on se sent toute de suite chez soi: nous en sommes très heureux!
Des bons repas et le contexte soigné font le reste!Nous espérons d’y retourner un jour…
Iole Pippo
30.05.2016

 Bel posto, cibo straordinario, compagnia allegra. Grazie
Luigi
22.03.2015
Posto paradisiaco ! persone piante fiori incredibili ! grazie
Daisy Modigliani
18.04.2015

Esperienza strepitosa Grazie Grazie Grazie
Nuccia

Conoscere lo yoga – 2015


Ho apprezzato moltissimo la cura del giardino, la sua articolazione in microcosmi incantati e la varietà di piante.
La App è formidabile. Le schede del catalogo delle specie sono piccoli gioielli che aiutano a riconoscere, in maniera chiara e rigorosa, le proprietà delle infinite piante rappresentate.
Camminare nel giardino avendo sullo sfondo il villino perfettamente restaurato è come vivere in una atmosfera di sogno.

Rossana De Beni
03.09.2014


Una visita al villino Volterra è una esperienza unica perché permette di entrare nel contesto vivo e attuale di una casa accogliente e armoniosa e di un giardino pieno di reminiscenze e di umori, un vero e proprio orto botanico-archeologico in cui si avverte la presenza e la dedizione di una importante famiglia di intellettuali e soprattutto di Vito che la volle e la amò.

Con la visita e il materiale messo a disposizione la figura di Vito Volterra si staglia in tutta la sua importanza di punto di riferimento per la storia delle Scienze in Italia e si presenta come modello e elemento di ispirazione per le nuove leve.

Cesare Cornoldi
01.10.2014


Quando si dice la stranezza della vita. Ho passato più di venti anni d.ella mia vita di insegnante in una scuola dei Castelli. Conoscevo strade, scorciatoie, negozi, bar, ristoranti, chiese, musei, scuole, mercati e mercatini. Ho anche portato, negli anni 80/90, i miei genitori a villeggiare proprio ad Ariccia in un albergo nascosto tra i boschi. Poi altri incarichi di lavoro mi hanno portato in diverse direzioni e addio Ariccia. Così credevo, fino a che me la sono trovata davanti per una necessità che, banalissima e festosa, ha imboccato il sentiero dei ricordi e da allora… è stato come riconoscere una strada.

L’occasione “banalissima” era il compiersi, ahimè, dei miei “anta”. Nascere ad agosto comporta almeno due rischi: o essere ignorata dal popolo dei vacanzieri o essere odiata perché lo costringi a un ritorno anticipato o a una partenza ritardata. Ma io quest’anno volevo fare qualcosa di speciale, volevo riunire attorno a me tutti i miei che tra fratello, sorelle, cognati, nipoti e pronipoti raggiungono il ragguardevole numero di 35 unità. Oddio, e dove li colloco io 35 tra vecchi (quasi, se no si offendono), adulti, giovani e bambini? In casa neanche a pensarci; al ristorante, vabbè “ma chi li tiene i ragazzini?!” Qualcuno ( e so chi, grazie Sergio e Martina!) mi buttò lì il nome del villino Volterra.

E qui confesso la mia ignoranza: in effetti non conoscevo un tassello fondamentale della storia di Ariccia. Partii in esplorazione: primi approcci sulla rete, primi appuntamenti telefonici e poi…mi si è aperto un mondo!

Mi aspettava la deliziosa signora Virginia, e dopo qualche chiacchiera d’obbligo non ti vado a scoprire che suo padre e il mio erano stati colleghi di insegnamento nella università di Roma! E i miei fratelli non avevano dato con il professor Volterra l’esame di diritto romano! (una sorella mi ha mostrato il vecchio libretto universitario sulla cui copertina campeggia un gigantesco, liberatorio, orgoglioso 30). Sono emerse poi le conoscenze in comune, nomi che per la nostra generazione erano dei capisaldi della cultura, dello stile, dell’onestà, del senso etico. In più, sentire raccontare dalla signora Virginia la storia del villino mi ha fatto pensare ai miei genitori, a quei nonni che pur non disponendo di un gioiello come il villino sono stati però il polo di attrazione, loro e la loro casa, per le generazioni dei nipoti.

La faccio breve: fatte anticipare o posticipare le ferie, (quasi manu militari a dire il vero) il nove agosto c’erano tutti per festeggiare i miei “anta”. E io mi sentivo a casa: non per la biblioteca dove pure respiravo aria e sensazioni conosciute, non perché Ljuba ed Anton fossero stati bravissimi nella organizzazione, non perché ci fossero i miei : mi sentivo a casa dentro, come se fossi arrivata in un posto che sai che non è tuo materialmente ma che per un breve magico momento ti appartiene nel cuore.

Una serata calma, tranquilla, festosa: nessuno incollato alle sedie, nessuno costretto ad estenuanti attese davanti a un tavolo, i bambini liberi e tranquillissimi, l’andirivieni al buffet sistematicamente ordinato, il vino sempre fresco, l’apparecchiatura personalizzata con gadgets che hanno fatto furore, le luci al punto giusto, il profumo del verde tutto intorno, lo spruzzo della fontana che attirava e incantava i più piccoli.
E poi, al momento delle candeline, un indegno, stonatissimo ed allegro concerto di trombe e trombettine suonate dai piccoli, una esplosione di allegria che non doveva temere il fastidio di clienti o di vicini: il parco solenne era tutto per noi, la luna era tutta per noi, la riservata gentilezza delle ragazze al buffet era tutta per noi.

La notte ho dormito in quella che chiamano la stanza dei nonni: dalla finestra mi godevo il silenzio di Ariccia, indovinavo il mare in lontananza, ricordavo gli anni della scuola, di quando credevo di conoscere così bene il territorio dei Castelli… e ho pensato che era molto strano che avessi scoperto il villino Volterra solo ora. Ma sì, in fondo mi piace pensare che sia stato il regalo per i miei settanta anni (e vabbè, l’ho detto). Grazie, villino Volterra .

Donatella D’Avanzo
15.09.2014


E’ iniziato tutto con una mail inviatami dal comune di Ariccia, dove vi era un manifesto che indicava l’apertura straordinaria di ville e palazzi delle colline romane, con mia grande sorpresa nel programma c’era la possibilità di visitare il Villino Volterra, bellissimo!!!  Ho pensato subito di prenotare la visita, per il 1 giugno 2014.

Erano anni che spero di poter visitare il villino, lì negli anni ’30 i miei nonni materni, hanno vissuto, quindi ho cercato nel cassetto dei ricordi, quando nonno mi diceva che aveva iniziato a fare il giardiniere e da lì la sua passione per le piante e fiori, e nonna come aiutante in casa. Bè, devo dire che è stata un’emozione, prima di tutto perché ho conosciuto Virginia Volterra, nipote del Prof. Vito Volterra, che ritengo una persona squisita, gentile e che ho ammirato da subito, perché sicuramente se lei non avesse creduto in un sogno, noi sicuramente non avremmo potuto vedere, godere e gioire di tanta meraviglia.

Il giardino è a dir poco fantastico, all’entrata sembra di essere nel parco chigi, poi si entra nella galleria che sovrasta le rocce di peperino, dove ci sono rose con il loro profumo e bellezza, il terrazzamento che c’è sul lato destro da la possibilità di avere a vista le varie piante aromatiche e non e di sentirne i vari profumi, finita la galleria si arriva al giardino barocco, poi c’è quello esotico, poi ci sono dei cedri stupendi, purtroppo poi per motivi di tempo son dovuta andare via, ma con la promessa che sarei tornata, visto che c’era la possibilità di visitare il villino, ogni primo venerdì del mese.

Allora puntuale venerdì 5 giugno sono tornata, ma con me ho portato mio marito e mia sorella, curiosi pure loro di vedere ciò che le avevo raccontato, abbiamo iniziato di nuovo il giro, fino ad arrivare alla stanza segreta e alla fine del giro su per la montagnola, il labirinto che posto incantevole, un posto da dove non andresti più via, io che ho la passione per la pittura penso che ci passerei ore, seduta a disegnare e dipingere.

Poi siamo entrati a visitare il villino, la biblioteca del prof. Volterra, si sente nell’aria che è stata una casa vissuta, e piena di ricordi, fino ad arrivare su alla torretta dove c’è “La signora dei venti” la statua che ho fotografato tante volte dalla strada, da lì c’è un panorama a 360° gradi, bellissimo, da dove si può ammirare il giardino dall’alto, o per meglio dire i giardini nel giardino. Penso di poter dire, da quello che ho visto che non ci sia una stagione migliore di un’ altra, per visitarlo, perché riserva per ognuna di esse bellezze da scoprire.

Un grazie a Virginia, ad Emanuele il giardiniere, ad Anton e a Elena.

Cari saluti a presto,
Paola Petrucci
07.06.2014


Anche questa volta l’Ariccia ha fatto il suo effetto: un posto in cui trovare l’equilibrio da cui partire o a cui arrivare dopo un viaggio.

Sarà perché nelle stanze grandi, comode e con una vista che parla al mio cuore mi sento immediatamente accolta; sarà perché il misto di storia e di antiche abitudini non mi condiziona, comodo e aperto com’è a quello che voglio fare al momento; sarà perché il suo essere un luogo preparato per eventi non ancora specificati mi fa pensare a cose che accadranno o sono appena accadute (senza coinvolgermi, ma in cui mi sarei trovata a mio agio); l’Ariccia ha per me il fascino di un luogo famigliare (sto cominciando a riconoscere le piante ora rigogliose che ho visto cespuglietti stentati), ma insieme aperto a tutte le possibilità: una cornice in cui mi sento bene e mi diverto, spesso in buona compagnia, al presente; ma anche dove tutti i ricordi hanno diritto di esserci e tutte le aspettative sono giustificate, sia che si verifichino o no. Quello di cui ho bisogno prima o dopo un viaggio.

Sandra Colombo Finzi
16.09.2013


Nothing can be more delightful than being welcomed by Virginia in her beautiful “Villino”.
The minute we arrived from Paris, we fell under the charm of this enchanting villa. Our two grown-up children and us spent an unforgettable holiday. We loved the house, its magnificent garden, the large rooms so nicely decorated with elegance and simplicity with their gorgeous bathrooms, the beautiful multilingual library, the proximity of Rome and the unrivaled beauty of the region, especially its charming villages, its lakes and hiking paths.
We felt like princes and princesses in their palazzo. No coincidence that the Villa almost touches the nearby Chigi palace and its very beautiful park. We also loved to discover the story of its founder, Vito Volterra, Virginia’s grandfather, a renowned Italian mathematician who fought against the fascist regime of Mussolini in the nineteen twenties.
We cannot forget the delight we felt to pick and feast every day on dozens of tomatoes all shapes and sizes, from the garden, seasoned with fresh basil, nor the pleasure of buying the other gorgeous fruit and vegetables at the local farmer’s market, or dining at La Fiocina on the bank of the Nemi lake. Oy, oy, so many delights. A million thanks Virginia and congratulations for all the efforts and endless time spent on the renovation of your Villino.

With all our affection,
the Silvy-Morgensterns
01.08.2013


Visiting the Villino Volterra is to inhabit the world of the film, I am Love (Io sono l’amore, 1999 directed by Luca Guadagnino), sumptuously filmed at Villa Nechhi Campiglio in Milan. Staying at Villino Volterra is even better because its historical importance and evocative impact become rich parts of your own contemporary life. Unforgettable.

Mary Fox,
29.01.2013

Los Angeles, USA.


I think the location was excellent for our workshop. It is a quiet place for thinking, yet close to Rome and airport. The surrounding is wonderful, with interesting historical sites that are not crawling with tourists. The food was absolutely delicious. I felt very privileged to stay here.

Marjan Sjerps
26.10.2012

Workshop on PROBABILISTIC EXPERT SYSTEMS FOR FORENSIC GENETICS
(PESFoG)
Villino Volterra, 23 – 26 October 2012


What a wonderful place this is! So perfect for our (semi-)mathematical purposes, and so utterly delightful and charming.
I was so happy to have the opportunity of meeting you, and can’t tell you how much I appreciated and enjoyed your lively and educational description of the history of the family and the property.
You clearly appreciate the good fortune you have had to be born into such an exceptional family.
………………………
Our work is progressing well, in these wonderful surroundings and with superb but unobtrusive attention from Ljuba, Anton and their daughter.
We are all eating far too much of the delicious food. I for one will be very sorry to have to leave.
Thanks again for all the kindness you have shown, and for making it possible for us to enjoy the pleasures of Villino Volterra.

With warmest wishes,

Philip Dawid
25.10.2012

Workshop on PROBABILISTIC EXPERT SYSTEMS FOR FORENSIC GENETICS
(PESFoG)
Villino Volterra, 23 – 26 October 2012


A very big THANK YOU to Virginia, Lubia and Anton at the Villino Volterra for making my stay there on the Dinocrocs course so wonderful last week.

The villino feels like a real home from home, the garden is beautiful, the food was sensational and you went to so much trouble to make sure everything we might have needed was there.
It is a very special place to stay – thank you!

With kind regards

Kate Pollard
10.06.2012

CORSO DI FORMAZIONE COMENIUS/GRUNDTVIG
The Adventures of Hocus and Lotus
How to teach languages with the narrative format approach –
Course for teacher trainers and teachers in nursery and primary school


Le cadre est magnifique; et la villa également.
J’ai beaucoup aimée les chambres et les salles aux différents étages, confortables et meublées dans le respect de la tradition; la luminosité qui rentre par les grandes fenêtres donne à toutes les pièces une ambiance très suggestive et accueillante.

Le jardin, pas très grand mais enchanteur, est délicieux et d¹une surprenante diversité. Son labyrinthe de haie, ses fontaines, et les nombreux fragments de colonnes et statues romaines savamment disposée rendent le paysage varié et attrayant.
Bref, un vrai régal!

Alice Izzo
24.02.2012


The place, the Villa is wonderful, very close to Rome, which gives us the chance to travel around the eternal city. And the food is absolutely delicious. Luba makes the most tasty food

Daniela Stancheva – Bulgaria
27.10.2011

CORSO DI FORMAZIONE COMENIUS/GRUNDTVIG
The Adventures of Hocus and Lotus
How to teach languages with the narrative format approach –
Course for teacher trainers and teachers in nursery and primary school


I did’nt like Albano Laziale, BUT I loved the Villa and the food (especially the Lasagne with zucchini e limoni! )

Bettina Pakoy – Turkey
26.10.2011

CORSO DI FORMAZIONE COMENIUS/GRUNDTVIG
The Adventures of Hocus and Lotus
How to teach languages with the narrative format approach –
Course for teacher trainers and teachers in nursery and primary school